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Trento, 10 marzo 2025
Richiesta di impegno sull'escalation di violenza
nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo

Proposta di mozione presentata da Lucia Coppola,
consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra

Visti:

– i numerosi provvedimenti legislativi inerenti i diritti umani universali;

– le risoluzioni del l’ONU sulla situazione nella Repubblica democratica del Congo;

– i vari rapporti del gruppo degli esperti delle Nazioni Unite che certificano la presenza di oltre 4000 soldati ruandesi nell’est della Repubblica democratica del Congo e conseguenti violazioni dei diritti umani

– il rapporto Mapping delle Nazioni Unite, pubblicato il 1 ottobre 2010, che certifica la morte di 7 milioni di vittime nella Repubblica democratica del Congo dal 1993 al 2003, dando prove di crimini di guerra, contro l’umanità e di genocidio

– la dichiarazione dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, rilasciata il 25 gennaio 2025 a nome dell'UE, sull'ultima escalation nella parte orientale della RDC;

– la dichiarazione rilasciata il 2 febbraio 2025 dai Ministri degli Esteri del G7 sull'escalation di violenza nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo;

– la storia della Repubblica democratica del Congo e i trent'anni di ingerenze e destabilizzazioni sistematiche della regione che hanno provocato oltre dieci milioni di morti, oltre allo sfollamento forzato di 7 milioni di persone;

– l’ulteriore aggressione silenziosa, ma non meno violenta, che da qualche anno il Congo sta subendo da parte di forze armate dell’esercito ruandese, o comunque da esse comandate (M23), interessate al controllo dell’estrazione delle preziose risorse minerarie dell’area confinante con il Ruanda, come coltan e cobalto, che costituiscono sostanze strategiche nella produzione di oggetti di uso quotidiano come computer, telefonini e batterie;

– il fatto che il 19 febbraio 2024 la Commissione europea ha annunciato di aver concluso con il governo ruandese un memorandum d'intesa sulle catene del valore delle materie prime sostenibili, con l'obiettivo di garantire un approvvigionamento sostenibile di materie prime per l'UE e mobilitare "finanziamenti per la realizzazione delle infrastrutture necessarie per lo sviluppo delle catene del valore delle materie prime”;

– l’occupazione, circa due mesi dopo la conclusione del memorandum d'intesa, da parte dei ribelli dell'M23 della più grande miniera di coltan della regione dei Grandi Laghi a Rubaya;

– l’aumento dello stupro come arma di guerra: dal rapporto di Medici Senza Frontiere, solo nella provincia del Nord Kivu, tra gennaio e maggio 2024 erano state assistite oltre 17 mila persone vittime di violenza sessuale (pari al 69% dei casi trattati in tutto il 2023 nella stessa zona);

– la relazione intermedia del 27 dicembre 2024, del gruppo di esperti delle Nazioni Unite sulla Repubblica democratica del Congo che informa che l'M23 ha istituito "un'amministrazione parallela che controlla le attività minerarie, il commercio, il trasporto e la tassazione dei minerali prodotti" e che almeno 150 tonnellate di coltan sono state esportate ogni mese in Ruanda in modo fraudolento e mescolate alla produzione ruandese;

– il fatto che nel gennaio 2025 il gruppo ribelle armato M23, sostenuto dalle forze ruandesi, è avanzato ulteriormente nella parte orientale della RDC e ha preso il controllo della città di Goma, capoluogo del Nord Kivu, e della città di Bukavu nel sud Kiwu;

– il drastico aumento delle violenze tra i gruppi ribelli e l'esercito congolese che ha causato un numero di vittime civili che, secondo le stime, durante l'offensiva su Goma  è di 7000 persone;

– il fatto che in quel periodo circa 800.000 sfollati interni si sono rifugiati in campi densamente popolati nei dintorni della città;

– il 23 e 24 gennaio 2025 l'M23 ha aperto il fuoco contro postazioni della missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione della Repubblica democratica del Congo (MONUSCO), causando la morte di 13 operatori di pace della MONUSCO e della missione di pace guidata dalla Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe (SADC);

considerato che:

– in data 13 febbraio 2025 è stata approvata la risoluzione 2025/2553(RSP) del Parlamento europeo che esorta le istituzioni europee a sospendere il sostegno finanziario diretto al Rwanda, fino a quando il paese non romperà i legami con i ribelli dell’M23 e non garantirà l’accesso umanitario alle aree della Repubblica democratica Congo da questo occupate. È stato, inoltre, chiesto il congelamento del sostegno militare e di sicurezza a Kigali «per evitare di contribuire direttamente o indirettamente alle operazioni militari abusive nella RD Congo orientale», e non ultimo, la sospensione di un memorandum d’intesa con il Rwanda per promuovere «catene di valore dei minerali critici sostenibili e resilienti»;

– anche parte della nostra cittadinanza ha partecipato al momento di approfondimento all’interno della Congo week italiana ad ottobre 2024;

– in occasione della marcia della pace del 26 gennaio 2025 i genitori dell'ambasciatore della Repubblica Italiana in Repubblica Democratica del Congo, ucciso da un commando armato il 22 febbraio 2021, hanno ricordato che nessun progresso è stato fatto nelle indagini e non vi è stata alcuna azione da parte del governo italiano per fare chiarezza;

– la pace e il progresso economico sostenibile in Africa sono impossibili senza pace e stabilità in tale Repubblica;

– è evidente l'importanza di affrontare tali tematiche anche a livello locale, affinché possano generare un impatto concreto e sollecitare l'attenzione degli organi più competenti in materia;

Il Consiglio della Provincia autonoma di Trento
impegna la Giunta provinciale a:

– far pervenire il presente atto alla Presidenza del Consiglio del Governo Italiano e al Ministero degli affari Esteri e della Cooperazione Internazionale;

– richiedere alla Presidenza del Consiglio del Ministri e al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, forti della posizione espressa dal Parlamento europeo, di farsi promotori in ogni sede di processi di pace tra gli attori attualmente in conflitto e delle posizioni espresse dai deputati del parlamento stesso;

– implementare sul proprio territorio iniziative di sensibilizzazione sulla Repubblica democratica del Congo e sostenere le associazioni che si occupano di tali territori e in generale delle ingiustizie sociali del continente africano.

 

      Lucia Coppola

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